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When US Students Sell Their Capital

[A] profit made by turning professional training, dreams, careers, promotions and firings into shares to be placed on the market.

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Se lo studente Usa vende il suo capitale

Visto che, in media, nella sua vita un laureato statunitense guadagna un milione di dollari più di un non laureato, gli investitori possono scommettere su di lui come se fosse una corporation: finanziandolo in cambio di una quota dei suoi guadagni futuri

Studenti che finanziano l’investimento nel loro futuro — una laurea nelle costose università americane — come fossero un’impresa: ricorrendo al debito o vendendo una parte del loro capitale. E’ l’idea che circola di questi tempi a Wall Street: le aziende portano in Borsa le loro azioni, gli studenti possono vendere il loro capitale intellettuale. Visto che, in media, nella sua vita un laureato Usa guadagna un milione di dollari più di un non laureato, gli investitori possono scommettere su di lui come se fosse una corporation: finanziandolo in cambio di una quota dei suoi guadagni futuri. A differenza del prestito che va sempre rimborsato a scadenze fisse, con questa formula paghi solo quando ottieni un lavoro ben retribuito. Se avrai molto successo, pagherai di più.

Non è fantascienza: ci sono università come la Purdue in Indiana, la Norwich in Vermont e la University of Utah, che già hanno adottato meccanismi di questo tipo chiamati Isa (sta per income-share agreement). Alla Purdue, ad esempio, i contratti prevedono che, superato un limite minimo di reddito, un laureato in letteratura verserà per dieci anni il 4,5% dei suoi guadagni per ogni 10 mila dollari di finanziamento ottenuto, mentre un ingegnere (che dovrebbe essere pagato meglio) verserà il due e mezzo per cento per sette anni. Realtà quasi incomprensibili per noi: spesso critichiamo la qualità della nostra istruzione accademica ma, a parte il fatto che a fianco ad università scadenti ne stanno crescendo diverse molto valide anche a livello internazionale, non riflettiamo abbastanza sul valore di una formazione offerta in modo pressoché gratuito. Negli Usa, dove un anno di università, buona o cattiva che sia, può costare facilmente 70 mila dollari (la metà in quelle pubbliche), gli studenti spesso si laureano con un debito accademico di due o trecentomila dollari: come avere un mutuo-casa sulle spalle. Il debito scolastico degli studenti americani ha superato complessivamente i 1500 miliardi di dollari. Una bolla creditizia paragonata da molti a quella dei mutui subprime di 11 anni fa (anche se il suo eventuale scoppio dovrebbe avere effetti meno drammatici della crisi del 2008). Ma la necessità di sgonfiarla c’è. E, nel farlo, Wall Street intravede la possibilità di guadagnarci: trasformando formazione professionale, sogni, carriere, promozioni e licenziamenti in azioni da mettere sul mercato.







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